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Thursday, March 17. 2005
La Borsa batte il mattone
Dopo quattro anni i mercati azionari tornano ad essere più redditizi del mattone. Nel 2004 chi ha investito in Piazza Affari ha guadagnato di più (+20% oltre ai dividendi) rispetto a chi invece ha investito direttamente in immobili e si è fermato al +15%.
Ma più di tutti hanno guadagnato gli investitori che all’oculatezza del mattone hanno combinato la spregiudicatezza della Borsa. E’ stata un’annata d’oro infatti per le società immobiliari quotate in Borsa (+50% dall’inizio dell’anno contro una media di Borsa del 20%). Boom anche per i fondi immobiliari: le previsioni dicono che nel 2005 passeranno da 6 a oltre 15 miliardi di euro in valore.
Questi alcuni degli spunti offerti dalla presentazione del primo rapporto Nomisma 2005 sul mercato immobiliare, che ovviamente ha messo a fuoco anche la dinamica dei prezzi delle abitazioni. Prezzi che risultano ancora in salita, sia nelle grandi città (+9,4%) che nelle 13 città intermedie (+7,9), ma il mercato immobiliare comincia a mostrare qualche affanno, visto che si allungano i tempi di compravendita e di locazione e aumenta lo sconto sulla cifra richiesta dai proprietari.
Basti un dato: l’aumento dei prezzi riguarda circa il 75% dei capoluoghi di provincia mentre nel momento di massima dinamicità del mercato, il 2002, i prezzi aumentavano addirittura nel 96,1% dei capoluoghi italiani.
La graduatoria dei prezzi delle case (nuove e non) nelle 26 città monitorate dall’istituto bolognese vede Milano e Taranto allineate in una ideale dorsale nord-sud rispettivamente al primo e all’ultimo posto. Si va dai 3.900 euro medi a metro quadro di Milano, passando per Venezia, Roma e poi Bologna, Torino e via via le altre fino appunto all’estremo lembo sudorientale di Taranto dove un metro quadro costa "appena" 1.360 euro.



